Chi sarà mai?

Date: giovedì, 31 maggio 2007
Time: 10:38
In: citazione strikes back

"Questo è il mio pesciolino numero seicentoquarantuno in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitoti mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. Seicentoquaranta pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà. La volta che incontri qualcuno di speciale puoi farci affidamento il giorno che è già morto e sepolto"


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Talk Show Host

Date: domenica, 27 maggio 2007
Time: 14:24
In:

http://www.youtube.com/watch?v=eadYynEtXuw

I want to
I want to be someone else or I'll explode
Floating upon this surface for the birds
The birds
The birds

You want me?
Fucking well come and find me
I'll be waiting
With a gun and a pack of sandwiches
And nothing
Nothing
Nothing
Nothing

You want me?
Well come on and break the door down
You want me?
Fucking come on and break the door down
I'm ready
I'm ready
I'm ready
I'm ready
I'm ready
I'm ready


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Il telescopio

Date: giovedì, 24 maggio 2007
Time: 21:19
In: il martirio di san me stessa

..."Che curiosa sensazione!" disse Alice "Dev'essere che mi sto chiudendo come un telescopio"...

Lui rideva così forte che si voltavano pure i muri. Era difficle non ridere della sua stessa risata. Era un'onda, uno tsunami e squillava, oh come squillava, nelle notti bianche di questa approssimativa città, nè troppo grande nè troppo piccola. Pertugi ed immensi muri di pietra. E la sua risata che rimbomba. Sul colletto rosso delle sue camicie improbabili, su questi scalini, su questo sfoggio signorile di tempo libero, su dante, che dall'alto della sua bazza marmorea guarda disapprovando. Lancia maledizioni. Chissà se sono arrivate. VAsto campione=probabile successo. You got it, Alighieri, you really got it.

E poi giù, si accartoccia. E dalle mie ginocchia piegate va a finire su una sedia di legno, in un palazzo alto del centro storico. E tre ragazzi guardano un film, per immaginare di stare immaginando ciò che personaggi immaginari immaginano in una grande bugia immaginaria proiettata su uno schermo. O almeno io immagino. E fumano. Oh, quanto fumano. La piccola stanzatta dai soffitti sottili è una teiera, e noi stiamo bollendo, il fmo è una condensa. E noi lo sappiamo. Stiamo solo mandando messaggi agli alieni, immensi totem d'anidride carbonica e nicotina. E lor, chissà, chissà, chissà, forse ci ascoltano. E per una volta la parola "forse" è totalmente esaustiva. Basta. E guardiamo sto film. Fumiamo.

E il fumo va a svegliare l'erba. Le bussa sulla spalla come una lasciva prostituta, la scuote e vi si dimena contro. Volando un po' più in là. Si sa, del resto, il desiderio è tutto un discorso di assenza e negazioni. E in questo parco sconosciuto fino a ieri il desiderio è lontano mille miglia. C'è solo il vuoto buddhista, il buon vecchio Dharma, e allora godiamocelo distesi, questo Dharma. E ci sono circa 5 o 6 ragazzi. E ohh, come sono diversi fra loro. Una ragazza è riccia, un'altr ha i capelli quasi biondi tagliati a maschio. E l'altra li ha lunghi e sciolti e riversi sull'erba. Ed è lì che nasce. "In erba". Ci vuole così poco a donare a una persona l'impressione di essere bella ed intoccabile. Basta uno scatto. Ma a ben vedere eravamo tutti belli ed intoccabili. Poi è arrivato settembre.

Non è che io mi senta piccola e sola. Ho solo voglia di montare sul materasso più alto di questo letto a castello prendendo la rincorsa. Un livido nero passa prima o poi del resto. E l'altra notte abbiamo mangiato sushi ed invaso la casa ad un ragazzo troppo buono, troppo fuori dal tempo. Ieri notte abbiamo riso su di una panchina nel mio giardino immaginando ridicoli rituali sessuali di un amico troppo vicino per non apèparirci patetico. E poi abbiamo stracciato tutto, pezzo per pezzo. E l'abbiamo riposto lì da dove veniva.Io ho guardato muta tra braccia in cui mi avevi spinto tu, da buona amica. Tu, invece, che per natura non sai stare zitta avrei dichiarato guerra e pace almneo mille volte, ne sono sicura. Ma poi ti sei tagliata i capelli e sei andata avanti.  Perchè prima o poi si cresce. Non c'è verso.

Il silenzio mi piace, non ho mai detto il contrario. E' solo che queste mura da convento fanno da cassa di risonanza. E io so sostenere solo le forze standard. Non supporto i minimi e i massimi regimi. Sono stata congegnata a Taiwan probabilmente. E tu assemblato nell'Ade, con la tua voce da Requiem. Non sono mai riuscita a dirti che non avevo sentito i tuoi tentaivi di stupirmi con la rottura del muro del silenzio. MA alcuni me li sono fatti riportare, tranquillo principino. Non lo sapevi? Qualcuno ti chiamava così. E anche se non la definirei esattamente una caratterista, bhe, concediamogli che è calzante almeno. Perchè lo è. Il sire mi desidera contro un muro davanti al suo fucile? L'ultimo desiderio è un Black Russian e una sigaretta, grazie.

Non ho mai capito cosa c'entrassero Halloween, il twist e gli scherzi telefonici. MAssimo, massimo arrivo a comprendere la necessarietà del limoncello in tutto questo. C'è da dire però che il trinomio era vincente, cristo santo. C'è da dire che avevo sempre sognato di cavalcare un materassino gonfiabile come una tavola da surf. E la proprietaria di casa.. . . . non fidatevi....se quando è ubriaca la tenete per i piedi vi scalcia in viso, se la sorreggete per la testa vi schiaffeggia. Se poi l'amico che vi aiuta è alto 1.90 siete pure in dislivello. Maledetta gravità. Vince sempre.

Certo che potevi dirmelo prima che eri astemia. Prima che ti ordinassi questa bomba atomica alla tequila.  Dobbiamo tornare a casa a piedi ed il tragitto è lungo. E ci segue un personaggio improbabile. PArla di geometria non euclidea ed io non ho la forza per seguire i suoi fili logici logori. Ma io ho quindici anni e sto pensando a quanto sia difficile dire le cose e farai finta tu di ascoltarlo: Ben ti sta! Ecco la pena per aver omesso un particolare importante ed esserti sbronzata senza avvisarmi! Tanto più che il ragazzo che amo e con cui non parlo, quello a  cui piace travestirsi da pusher, come se ogni giorno fosse carnevale, non ci porterà mai quello che gli abbiamo chiesto. Forse a te. Non a me. Meno male che è una delle nostre prime sbronze. E che ancora non abbiamo scoperto che l'empatia dopo un po' va trasfigurata. O forse lo sapevamo già allora?

Perchè qua dentro non si riesce mai a fare quello che ci eravamo prefissati? Perchè basta la neve per distogliere l'attenzione? Mi sembra di sentirla. Con la sua vocetta stridula e quell'aria da anoressica culona. Ergo: frustrata. Venite tutti quiiiiiiiiiiiiiiii. E si impunta su quella "i". E noi, in piedi sul davanzale. Ed io a correre verso il cortile.

Che nessuno la guardi...sta scrivendo sull aporta del bagno: è vandalismo. E lo scrive in viola. E firma con un ideogramma giapponese. "When I am king you will be first against the wall"

Perchè qua dentro c'è la luce rossa? La parete di cartongesso ha un buco tappato con lo scotch da carrozieri. Pugni da ubriaco. Fa molto pub scozzese post match calcistico. E tu hai veramente una faccia da schiaffi. Te l'ha mai detto nessuno? Io no di sicuro. Dico: amo ogni mio personaggio. Dici: Vorrei essere un tuo personaggio. Devo fare un sillogismo? O mi appello un'altra volta alla casualità di ciò che una lingua e due labbra possono articolare insieme a una laringe, ma senza l'ausilio di un cervello? <<Il ragazzo è intelligente ma non si applica abbastanza. La sua fonazione può dare di più. E deve smetterla di far finta che la sua amica sia l'ìunica con un paio di tette nella stanza. E solo l'unica che non gli permetterà mai di toccarle. Suo figlio deve aspettarsi meno dal suo carisma e dai suoi occhioni azzurri. Distitni saluti. Firmato: Professor "Mi-sparo-un-cartone-ma-è-l'ultimo-eh-giuro!">>. E poi qua accanto c'è chi ti ama davvero. E mi sta praticando un'incisione a y nelle pupille mentre tu cerchi di sentirti dire quello che vuoi sentirti dire. Ci vediamo sull'Hozoomen.

E in realtà saremmo in due in questa lattina di lamiera. Ma un telescopio che vada in scala decrescente prevede come apice un tondo e netto  uno. E qui si parla della fine del telescopio. Come vedi mi metto in un angolo e ti lascio il palco. E' tuo. Metto da parte il mio egocentrismo. Mi considero l'osservatore adesso. Io sono qua dentro, ma guardo fuori. E quello che vedo è il soggetto.  Ed è uno. Circondato da uno scheletro di lamiera e da un vetro. E allora termino così:uno nella lamiera nera.

..."Che curiosa sensazione!" disse Alice "Dev'essere che mi sto chiudendo come un telescopio"...


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Non sono pazza, sono solo "La Solita ME" :-p

Date: lunedì, 21 maggio 2007
Time: 18:14
In: breton mi avrebbe sposata

Cado in mezzo ad un "mezzo racconto" ,ma per quei pochi che si degnano di leggere questo blog non dovrebbe essere uno shock, conoscendomi più o meno bene, se lancio una richiesta al mondo: VI PREGO VI PREGO VI PREGO, SE NON L'AVETE ANCORA FATTO, LEGGETE "IL GIOCO PREFERITO" DI LEONARD COHEN(ebbene sì: scrive e anche da dio)! Reminescenze dei 16 anni mi hanno riportato fra le mani questa perla perfetta....è proprio il caso di dire "QUANDO UN LIBRO TI FA TREMARE LE MANI"....


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La Pantomima della Morte Bianca (ATTO SECONDO)

Date: domenica, 13 maggio 2007
Time: 12:29
In: i masterpieces della dottoressa

 

E lo schifo mi segue ovunque. Mi si impregna addosso, gemma dalle mie braccia e gocciola per terra, mi si inchina davanti, il birichino, e gioca a risucire servile, diventa l'imbellettato paggio dei miei stracci e della mia spazzatura. E siccome il potere è tale solo quando non viene esercitato, la mia immobilità diventa il suo suggello, il sigillo di ceralacca rossa che mi incorona signore e padrone di questa terra di formiche e cartoni di latte, di questa distesa desertica di rose marce.

 Ed io le metto in fila. Tutte.

E poi mi infilo un passamontagna in testa.

E loro mi seguono fuori dalla porta, mi seguono per le scale, come un alveare fedele. Sento il loro ronzio, come un continuo annuire, annuire al mio silenzio di pura maestà. E se mentre cammino così per le strade tutti mi guardano di sotto in sù, se tutti mi confinano in un loro privato sgabuzzino di persone da non invitare mai a cene di gala, di reietti e delinquenti, tanto meglio.

Io cammino e il mio schifo mi segue. Mi gronda addosso da sotto il passamontagna in forma di denso sudore. Io cammino e sono grande, ma il mio nocciolo è piccolo ed è nascosto, è tondo, ed io sono una pesca, una pesca marcia. Sono raccolto e zuccherino. Piccolo e disgustoso.

E questo mi basta.

........



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A ciascuno il suo coma privato


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La grande verità

Mettiamo subito bene in chiaro che: Se Dio esiste, ed ho i miei leciti dubbi, è stato creato da Chuck Palahniuk, il quale a sua volta (se esiste) è stato creato da Jeff Buckley, il quale a sua volta(quando è esistito) è stato creato da Thom Yorke, il quale a sua volta (nel suo esistere con un solo occhio aperto ed essere comunque scopabile) è stato creato da Roger Waters, il quale (nel suo esistere persistente) è stato interamente concepito, assemblato e in conseguenza creato da Fedor Dostoevskij, il quale ha creato se stesso a partire da uno spruzzo d'inchiostro.

Amo

Bah, direi vedi sopra...anche se concettualmente è onesto dire che Palahniuk prima di Dio ha dato vita anche a Milan Kundera, Gogol, I Velvet Underground in blocco (immaginate un parto plurigemellare senza cesareo....grand uomo sto Palahniuk)

odio

Caro amico splinder ci vai pesante eh? "Odio"mi pare decisamente un parolone, prima di odiare dovrei essere almeno in grado di riprodurmi per sporogenesi come molte specie superiori quali il fungo.

ascolto

Tanta rrrrroba

Leggo

E mo' so cazzi...facciamo che ci limitiamo al "Leggo con immenso piacere, nonchè con una stima che tange l'estasi mistica" ok? Allora: Tutto quello che ha scritto Dostoevskij, Idem Palahniuk, John Fante, Gogol, Tolstoj, Alice in Wonderland di Carroll, "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov (...MERAVIGLIA...), alcune cose di Kundera, Haruki Murakami, l'esemplare "Il colpo di pistola" di Puskin, "Cosmicomiche" di Calvino (con particolare riguardo a "Mitosi") and much more

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