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Date: venerdì, 25 aprile 2008
Quelle cose grandi e silenziose Le megattere nel blu il pane che lievita la morte che fa l'occhiolino Sì, quelle cose grandi e silenziose che strabordano, che hanno carne da far afferrare, per quanto idee, per quanto megattere, ed io, e te, e noi, che tendiamo le pargolette mani, e oh oh, quanta quanta farina, quanta morbidezza, quanto inchiostro sprecato per niente c'è nella mia testa, quanto capita che aprano la bocca famelica, quelle cose grandi grandi e silenziose, e poi, glop, giù per la loro gola come Jona a nuotar fra fanoni e lingua, senza saper che son fanoni e lingua, senza coordinate e riferimenti etimologici, noi nella grande e silenziosa pancia della megattera. e quando gli altri da fuori ci guarderanno o ridendone o prendendoci come esemplari esempi di allegorie sacre del nostro tempo, tu non te ne preoccupare, amore mio, fatti scudo con le mani, che gl'idoli non muoiono mai veramente, sono consacrati ai secoli col loro bagaglio d'oro e merda, e così, te, TE e tutto ciò che si fa ingoiare dalle cose grandi e silenziose La mia chiave passe par tout per le porte della mia stessa città blindata, il mio trasfigurare al sole, tutto ciò che non si apprezza di me, che onestamente, anche io poco capisco e amo, ve lo lascio in monito e in regalo, perchè abbia a schifarvi ancor di più, perchè dopo il mio ingresso nelle grandi cose silenziose nessuno si azzardi a rivalutare, rielaborare e tirarne fuori un quadro più apprezzabile e lindo, vi lascio in blocco tutto il catrame dei mie polmoni, una bic smangiucchiata e un pezzo di torta stantio, non vi basta per sigillare la mia mediocrità e lasciarmi in pace nella pancia di una grande cosa silenziosa? E se lo guardi bene, mio amore grande, se fochetti su quell'uomo al bordo del porto, con un tumore dal nome dolce sul viso , che vende le arance a chi è più disgraziato di lui, e le mangia, perchè in realtà nessuno lo è, e si fa colare il succo negl'incavi del collo e sulle dita, sulle unghie sotto le unghie nella gola e piange, e chissà poi per cosa, se lo guardi attentamente e noti, tu, che sei una pagina nera da quante volte, da dentro la balena, vi ho scritto sopra, TU, noterai che anche lui e la sua cassetta in doghe di compensato, il suo risvolto della camicia in flanella, la sua pelle tumefatta e cotta al sole, che sta così bene, ohhh come sta bene, con i pomi arancioni di cui s'intride e in cui si estrude, se guardi bene, come so che tu sai fare, capirai che anche a lui ormai non importa più della gente che parla di film in bianco e nero, di litografie espressioniste e dello sturm und drang, oh lo sturm und drang, perchè anche lui è stato arrotato, spiaccicato, rimpastato e abbracciato dal burro e la bile dolce delle grandi cose silenziose A chi ha sempre cercato di convincermi ad apprezzare i piccoli piaceri della vita non ho mai saputo rispondere nulla se non che non riuscivo a trovare la felicità nello svolazzare delle farfalle e nello sbocciare d'aprile, e l'opinione comune, si sa, di queste cose se ne ha a male, non le gradisce, vorrebbe un fermino per le proprie convinzioni. Le piccole cose non fanno per me, io ho bisogno delle brughiere, ho bisogno dell'open sapce, del tutto tondo, non voglio il camino, cazzo, non voglio il falò, io voglio il rogo, il divampare, e tutti dentro, e se poi a voi piacciono le piccole cose, potete sollazzarvi con i tizzoni, se tanto v'aggrada, mio dio. Ma le cose grandi e silenziose mi hanno magiato il fegato e quindi no, non penso che verrò in crociera con voi, non penso che verrò alla fetsa stasera, non credo propri che guarderò quel film, non ho fiducia nella vostra capacità di soddisfarmi. Credo che stasera non uscirò di casa e da me stessa, no no, credo proprio che stasera opterò per l'immaturità, per quella che vuoi chiamate umettandovi le labbra con disapprovazione "morbosità", credo che stasera mi distenderò in questo buio lungo cent'anni accanto a te, te sempre così bello, perdona la banalità, accoccolato sull'ultimo velo di quella grande grande cosa silenziosa |
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A ciascuno il suo coma privato
La grande verità Mettiamo subito bene in chiaro che: Se Dio esiste, ed ho i miei leciti dubbi, è stato creato da Chuck Palahniuk, il quale a sua volta (se esiste) è stato creato da Jeff Buckley, il quale a sua volta(quando è esistito) è stato creato da Thom Yorke, il quale a sua volta (nel suo esistere con un solo occhio aperto ed essere comunque scopabile) è stato creato da Roger Waters, il quale (nel suo esistere persistente) è stato interamente concepito, assemblato e in conseguenza creato da Fedor Dostoevskij, il quale ha creato se stesso a partire da uno spruzzo d'inchiostro. Amo Bah, direi vedi sopra...anche se concettualmente è onesto dire che Palahniuk prima di Dio ha dato vita anche a Milan Kundera, Gogol, I Velvet Underground in blocco (immaginate un parto plurigemellare senza cesareo....grand uomo sto Palahniuk) odio Caro amico splinder ci vai pesante eh? "Odio"mi pare decisamente un parolone, prima di odiare dovrei essere almeno in grado di riprodurmi per sporogenesi come molte specie superiori quali il fungo. ascolto Tanta rrrrroba Leggo E mo' so cazzi...facciamo che ci limitiamo al "Leggo con immenso piacere, nonchè con una stima che tange l'estasi mistica" ok? Allora: Tutto quello che ha scritto Dostoevskij, Idem Palahniuk, John Fante, Gogol, Tolstoj, Alice in Wonderland di Carroll, "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov (...MERAVIGLIA...), alcune cose di Kundera, Haruki Murakami, l'esemplare "Il colpo di pistola" di Puskin, "Cosmicomiche" di Calvino (con particolare riguardo a "Mitosi") and much more Counter
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