|
|
Date: venerdì, 25 aprile 2008
Quelle cose grandi e silenziose Le megattere nel blu il pane che lievita la morte che fa l'occhiolino Sì, quelle cose grandi e silenziose che strabordano, che hanno carne da far afferrare, per quanto idee, per quanto megattere, ed io, e te, e noi, che tendiamo le pargolette mani, e oh oh, quanta quanta farina, quanta morbidezza, quanto inchiostro sprecato per niente c'è nella mia testa, quanto capita che aprano la bocca famelica, quelle cose grandi grandi e silenziose, e poi, glop, giù per la loro gola come Jona a nuotar fra fanoni e lingua, senza saper che son fanoni e lingua, senza coordinate e riferimenti etimologici, noi nella grande e silenziosa pancia della megattera. e quando gli altri da fuori ci guarderanno o ridendone o prendendoci come esemplari esempi di allegorie sacre del nostro tempo, tu non te ne preoccupare, amore mio, fatti scudo con le mani, che gl'idoli non muoiono mai veramente, sono consacrati ai secoli col loro bagaglio d'oro e merda, e così, te, TE e tutto ciò che si fa ingoiare dalle cose grandi e silenziose La mia chiave passe par tout per le porte della mia stessa città blindata, il mio trasfigurare al sole, tutto ciò che non si apprezza di me, che onestamente, anche io poco capisco e amo, ve lo lascio in monito e in regalo, perchè abbia a schifarvi ancor di più, perchè dopo il mio ingresso nelle grandi cose silenziose nessuno si azzardi a rivalutare, rielaborare e tirarne fuori un quadro più apprezzabile e lindo, vi lascio in blocco tutto il catrame dei mie polmoni, una bic smangiucchiata e un pezzo di torta stantio, non vi basta per sigillare la mia mediocrità e lasciarmi in pace nella pancia di una grande cosa silenziosa? E se lo guardi bene, mio amore grande, se fochetti su quell'uomo al bordo del porto, con un tumore dal nome dolce sul viso , che vende le arance a chi è più disgraziato di lui, e le mangia, perchè in realtà nessuno lo è, e si fa colare il succo negl'incavi del collo e sulle dita, sulle unghie sotto le unghie nella gola e piange, e chissà poi per cosa, se lo guardi attentamente e noti, tu, che sei una pagina nera da quante volte, da dentro la balena, vi ho scritto sopra, TU, noterai che anche lui e la sua cassetta in doghe di compensato, il suo risvolto della camicia in flanella, la sua pelle tumefatta e cotta al sole, che sta così bene, ohhh come sta bene, con i pomi arancioni di cui s'intride e in cui si estrude, se guardi bene, come so che tu sai fare, capirai che anche a lui ormai non importa più della gente che parla di film in bianco e nero, di litografie espressioniste e dello sturm und drang, oh lo sturm und drang, perchè anche lui è stato arrotato, spiaccicato, rimpastato e abbracciato dal burro e la bile dolce delle grandi cose silenziose A chi ha sempre cercato di convincermi ad apprezzare i piccoli piaceri della vita non ho mai saputo rispondere nulla se non che non riuscivo a trovare la felicità nello svolazzare delle farfalle e nello sbocciare d'aprile, e l'opinione comune, si sa, di queste cose se ne ha a male, non le gradisce, vorrebbe un fermino per le proprie convinzioni. Le piccole cose non fanno per me, io ho bisogno delle brughiere, ho bisogno dell'open sapce, del tutto tondo, non voglio il camino, cazzo, non voglio il falò, io voglio il rogo, il divampare, e tutti dentro, e se poi a voi piacciono le piccole cose, potete sollazzarvi con i tizzoni, se tanto v'aggrada, mio dio. Ma le cose grandi e silenziose mi hanno magiato il fegato e quindi no, non penso che verrò in crociera con voi, non penso che verrò alla fetsa stasera, non credo propri che guarderò quel film, non ho fiducia nella vostra capacità di soddisfarmi. Credo che stasera non uscirò di casa e da me stessa, no no, credo proprio che stasera opterò per l'immaturità, per quella che vuoi chiamate umettandovi le labbra con disapprovazione "morbosità", credo che stasera mi distenderò in questo buio lungo cent'anni accanto a te, te sempre così bello, perdona la banalità, accoccolato sull'ultimo velo di quella grande grande cosa silenziosa |
|
Non sono pazza, sono solo "La Solita ME" :-p Date: lunedì, 21 maggio 2007 Cado in mezzo ad un "mezzo racconto" ,ma per quei pochi che si degnano di leggere questo blog non dovrebbe essere uno shock, conoscendomi più o meno bene, se lancio una richiesta al mondo: VI PREGO VI PREGO VI PREGO, SE NON L'AVETE ANCORA FATTO, LEGGETE "IL GIOCO PREFERITO" DI LEONARD COHEN(ebbene sì: scrive e anche da dio)! Reminescenze dei 16 anni mi hanno riportato fra le mani questa perla perfetta....è proprio il caso di dire "QUANDO UN LIBRO TI FA TREMARE LE MANI".... |
|
Date: domenica, 25 febbraio 2007 Ho fatto finta di essermi annoiata della tua faccia, stanotte soltanto per vedere quanto si può resistere in apnea ho fatto finta che quelle linee, quei pendii in lenta discesa fossero cuspidi e antenne per dirmi che in fondo disturbi, come tutti gli altri, come quei greggi di formiche sul lastricato bagnato dalla pioggia, perchè non permettere alla notte di fare il suo mestiere? Lo sai pure tu del resto, mia piccola follia, a ciascuno il suo. E' onesto. Almeno questo concedimelo. Ho fatto finta che la nausea, questa nausea che sempre m'accompagna, avesse velato anche la tua figura ma la bugia si è attorcigliata come un serpente triste. Si è percepita essa stessa come tale. E adesso che non mi resta altro che dichiarare un fallimento. Ma attento: un dolce fallimento. Un dolce fallimento sulle mie sudate carte, su questo inchiostro che non si snida più, come volpe, dai mie polpastrelli, dolce fallimento sotto le mie unghie, sui miei libri appena comprati che ancora profumano di stampa, quell'odore che mi incastra e disincastra il cervello come fosse un cubo di rubick, un po' come te, sarà per questo forse vi intendete, tu e i libri marci, dolce fallimento nella mia vasca da bagno smaltata, di cui faccio consapevolmente un utero, un feretro, un altro, dolce fallimento nei miei intenti di fuga smentiti dalla mia immobilità, spero che tu non gli presti fede, vienimi a cercare là dove minaccio una fuga, dolce fallimento nelle mie sigarette, che non aspiro più, ma vi soffio come in un mantice, per increspare qualche superficie liscia un po' più lontana da qua, dolce fallimento su questa strada, su Biancaneve e i sette nani incatenati ad un balcone,con i volti tristi, smostrati dai colori forti, dai colori da maschera di teatro, sulle pozzanghere che vomitano loro stesse sull'asfalto, sulle bandiere attorcigliate all'asta, sulle mie lenzuola, sulle mie risate. Ci sono cause insospettabili. Cel'hanno detto tutti, da troppo tempo. Quello che non dicono è che ci sono anche effetti insospettabili. Concetto più semplice, mia piccola tristezza, ma non altrettanto chiaro ai più. Che rientri anche tu in questi "più"? Questa notte ho fatto finta di essermi annoiata della tua faccia. Oltre che della mia. |
|
Date: giovedì, 22 febbraio 2007 Succede che a volte il senso scalzi il significato, gli sfila il red carpet da sotto i piedi, il birichino, e lo guarda con un'aria da candida bestia, con quel sorrisetto di setole, indagatorio, e dice "se tutti saremo re almeno per un giorno, bisogna che ognuno il proprio trono se lo prenda senza preavviso. Non esistono vaglia d'avvertenza per la maestà", e ride, ride ride.. Ore 8 della mattina. Il grigio ci consuma, sfilando in macchina in questa città cantiere. "I see a red door and I want it into black, no colour anymore, I want them to turn black". E allora scricchioliamo un altro poco, quando il rumore è talmente prepotente, ma in una forma così sottile, da rendersene conto solo ore dopo. Succede che a volte tu ti renda conto che spesso l'impatto di un rumore è nei fatti la sua eco. Solo la sua eco. Ed è bello così. Mi piace così. Mi riservo il piacere di sorbirlo a poco a poco. Mi riservo il piacere di sussumermi alle sue regole, di farmi substrato di questo sordo senso di dolcezza, che non ha ragione d'essere. E MI PIACE COSì. D'altro canto, io l'ho sempre detto. La logica del "do ut des" non è la mia filosofia di vita. La rifiuto. Mi sa che io sono il "do ut do". |
|
L'immenso divario fra difficoltà dell'elaborazione e conseguenza Date: lunedì, 19 febbraio 2007 Per preparare un buon sushi, bisogna bagnarsi le mani. Appena inumidirle. MA quel tanto che ti permetta poi d'inumidire il foglietto d'alga, per far sì che "colli" bene. Il pesce dev'essere tagliato sottile, sottilissimo tanto che non si sentano le fibre spesse sotto ai denti, tanto che non vinca il disgusto. Ma solo l'idea di disgusto. E' il trucco di ogni cuoco. Anche se non lo sa. L'idea del disgusto è necessaria. E la marinata dev'essere preparata bene. Limone o soia? O tutti e due? I diverbi intellettuali del piano cottura. Per costruire un'areoplanino di carta degno di questo nome, i bordi vanno piegati perfettamente. Il contatto continuo fra carta e carta, dev'essere uno spigolo vivo senza inceretezze. Deve fendere l'aria. Non accarezzarla. Solo così si garantisce la perfetta aerodinamicità. E con una punta che abbia i suoi perchè nel chiamarsi "punta". Necessario l'amore per la carta. Anche quella non scritta. Quella che brucia. Per lisciare dei capelli indomabili è necessaria sopratutto un po' di pazienza. Anzi: tanta pazienza. Per fare un lavoro a modino, perfezionato nel particolare, un'occhio di rguardo va dato ai mezzi tecnici:spazzola rotonda in nsetole di cinghiale, con manico robusto, meglio se in legno (l'alluminio brucia la fibra capillare), così che la presa sia più salda. Si parte dalle ciocche più basse, se ne prende una per volta. Con la stessa mano con cui tenete il phon, per l'esattezza cpon l'indice e il pollice, prendete una ciocca, non troppo sottile non troppo spessa, e con l'altra mano, arrotolatela, zalibrando la forza, sulla spazzola. PAssate il fon, tirando la ciocca, ad una distanza intermedia, che dipende, in realtà, solo da quanto volete i capelli bruciati. Niente di piu niente di meno. Se dopo la prima mandata la ciocca vi sfugge, ripetere l'operazione di cui sopra. Altrimenti, se siete davvero bravi, fermatevi agli ultimi due centimetri di ciocca e riarrotolate con una mano sola la stessa identica porzione di capelli. Fare qualcosa mediocremente, si sa, non costa studi sul campo, e perfezionamenti. E' fare qualcosa al meglio, qualsiasi cosa sia, che vi toglie letteralmente il sonno di notte. Vi prende tempo. Vi prende impegno. E in realtà, all'atto pratico, sono soltanto piccoli gesti futili. Ma se mossi con cognizione di causa diventano rappresentazioni teatrali finissime. BAlletto classico. Non so se mi spiego. Per bocciare senza rimpianti un esame di biochimica alla facoltà di medicina e chirurgia di firenze, fate finta di studiare quando nessuno vi guarda e poi accendete il portatile e date libero sfogo ai vostri fili logici inesistenti per il resto dell'umanità. Avvedetevi di non lasciare tracce. Nessuna tazza di caffè accanto al computer. Tentateuna battitura a due mani. Usate tutte le dita. Fatele ballare. E' allora che un mero esercizio di impressione su lastra in pixel, diventa un tango sussurrato. Anche l'atto di accensione di una machcina vi sembrerà un passo di danza se ne farete un'opera d'arte. LA vostra personale opera d'arte. Piede che sale piede che scende, ginocchio permo, mani che girano. Per infilare la testa dentro un cappio...semplicemente infilare la testa dentro un cappio. |
|
You look so tired unhappy bring down the governament, they don't speak for us Date: giovedì, 18 gennaio 2007
http://www.youtube.com/watch?v=ho8peKM48LE
Oggi da radio "My own coma" va in onda un'ode sibilata, discontinua mai così dolce, mai. Davvero. Se vi capitasse di trovare all'imposvviso qualcosa che non avete mai cercato mentre fumate un sigaretta assorti sì lì proprio in quel punto morbido in cui batte la vostra carotide nell'incavo del collo che ricongiunge la volta della mandibola alla pelle tremula un piccolo grumo di terrore e dolcezza rappreso, compatto come una zolla di terra fradicia TANTO LE COSE PREZIOSE ASSOMIGLIANO DA VICINO ALLE PIù GRETTE, proprio lì accanto alla vostra vulnerabilità, così che adesso sono 2 le cose che ricordano che dovrete morire come moniti pazienti
NIENTE DI TROPPO DIRETTO
NO ALLARMS AND NO SURPRISES PLEASE
ecco insomma se vi capitasse di percepirne la presenza
se voi vi sentiste scrosciare per terra
gurdarvi sedere assorti
sentirvi respirare
tanto da perdere nozione del meccanismo stesso
tanto da dover pensare a RESPIRARE
perchè non vi ricordate più come si fa
allora
bhè, si, allora
sappiate che io non ho la più pallida idea di cosa voglia dire
ma che siamo in due.
E godetevela tutta.
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIILENT |
|
Date: giovedì, 11 gennaio 2007 Se ho cementato i miei dissensi cosa rimane da rinchiudere nel marmo? Ben poco, contando che di contatto ce n'è poco e troppo sporco, troppo opaco, sotto tutta questa massa di gingillio sociale, baci abbracci, "buon natale", "buon compleanno". Sfugge la sostanza a volte. Per esser più precisi sfugge sempre ultimamente. Non mi sto lamentando. Sto solo facendo un punto della situazione. Che è ben diverso. Ci sono dei proverbiali indiani di cartapesta totemici, a braccia conserte, che mi guardano dall'alto, con sguardo fermo e deciso, e mi spingono all'equilibrio, a quella corsa furiosa, da cosacco nella neve, verso la giusta dose, la corretta misura, la panacea che cura, tonifica, rende orologi svizzeri. Cartelli direzionali, con lampeggianti fucsia, ondate di Momeraths (palmipedoni) si dispongono a losanghe in mezzo alle strade, vorrebbero essere monito verso la simmetria delle appendici e io invece,che già sono un' appendice di me stessa, faccio sforzi immani per posizionare i miei vuoti e i miei picchi in modo che creino meno ingombro sterico possibile alla società. C'è un tutto che mi suggerisce un contributo per l'ottimizzazione dell'entropia. Non riduttivo, ma contenitivo. E' già che all'equilibrio, molti se lo dimenticano, tutto è fermo, niente si muove, a ben vedere, sono tutte indicazioni verso l'immobilità. Per dare un perchè al paradosso della freccia di Parmenide. Achille e la tartaruga. Solitamente quando segui un'indicazione è perchè di tuo non sai dove andare. Quando io non so dove andare solitamente sono innamorata. Vedi anche: una cavia da laboratorio in un labirinto di plexiglass che sbatte contro le piccole pareti e gira senza trovare l'uscita, con 4 o 5 scienziati pazzi e sadici che mi indicano e scrivono sul block-notes. Quando la cavia trova l'uscita gli scenziati ne ricavano un'importante legge etologica, evoluzionistica, para-psicologica. Si, quando sono innamorata mi sembra di essere il cane di Pavlov. "Dovresti, potresti, secondo me , così poi noi monitoriamo le reazioni e vinciamo un nobel alla bontà" Si si, il cane di Pavlov. E dato che ora che scrivo non solo sono io il caso d'osservazione (Cane di Pavlov) ma sono pure l'osservatore (Pavlov), allora per il discorso di cui sopra: Ecco perchè i rapporti con le persone che amo che ho amato ecc ecc ecc, sono tutti ridotti all'immobilità!!!! Non so dove andare. Mi spingono verso l'equilibrio,( giacchè quando uno ti chiede un consiglio e tu giustamente non sai cosa dire spari la prima risposta possibilista ben bilanciata ed equilibrata in modo da contenere i danni del tuo consiglio), io idiota mi affanno come un vetturino nella taiga per raggiungerlo, lo raggiungo e poi . .. . e poi non c'è più dialogo, non c'è più rapporto...perchè?? Perchè c'è il totale, devastante, annichilente, equilibrio. Non ho nulla da dirti. Non hai nulla da dirmi. Eppure così non mi soddisfa. Mi appiccica a terra e a me la terra non piace un granchè, preferisco allontanrami un po' e prendere solo quello che mi va. (PARA CULO) E ALLORA, SE CAOS SONO, ASSAGGIAMO IL CAOS. CANE DI PAVLOV 2 (mettete che prima ero un barboncino e ora un doberman): nuovo esperimento, stesso giudice. E vediamo quanto conta il nostro beneamato equilibrio.
|
|
Panini, sistole e pietra serena Date: mercoledì, 03 gennaio 2007 Inizia tutto all'inizio della terza settimana. 18 giorni. Mi pare. A quel punto siete più o meno dei panini al prosciutto:fetta di pane, fetta di prosciutto, fetta di pane. Dei miseri panini al prosciutto per altro. Si chiama "disco trilaminare". Ma il termine "panino al prosciutto" mi pare molto più funzionale. Immaginatevi che sulla fetta superiore di questo smilzo panino al prosciutto, l'ectoderma, cominci a formarsi una struttura chiamata PLACCA NEURALE, dalla forma imprecisata, solo caratterizzata da una porzione craniale (la parte da dove addentate il panino) espansa, e una caudale più sottile (da dove state tenendo il panino). LA suddetta placca comincia a crescere lungo la metà esatta della fetta di pane superiore, l'asse, con perfetta simmetrisa biassiale. Ovvero la metà alla destra del panino è uguale a quella a sinistra. Quando...a un certo punto....MIRACOLO....al centro del panino, in corrispondenza dell'asse di simmetria, si crea una depressione, una buca, e le due metà della Placca diventano concave e SI SOLLEVANO, cominciano a ruotare intorno alla buca come le pagine gialle di un libro di qualche abazia circestense, fino a quando...fino a quando...si incontrano, collabiscono, si saldano, si appiccichicciano e formano...UN TUBO...signori e signore...un comunissimo, fottuto tubo, come la SISTOLA che avete in giardino per annaffiare. Un T-U-B-O. Ora:come ci insegna la pratica, ogni tubo ha una porzione interna vuota. Chiamiamola CANALE. Ok Allora nel corso di altre interminabili settimane e settimane, in cui vostra madre vomiterà ogni santo giorno, e voi continuerete a nuotare in un liquido opaco dal nome poetico e mellifluo, AMNIOS, insomma, in tutto questo tempo la sistola da giardino (che all'inizio e alla fine ha dei buchi coperti da membrane...rispettivamente la bocca e...l'altro ve lo immaginate) va incontro a vescicolazione: in pratica si allarga in alcuni punti, si espande e forma tanti rigonfiamenti. Diciamo 5. Mi pare. Avete ben chiara l'immagine? Un panino sottile sottile sottile( certo via via cresce e si ripiega, io parlo dell'inizio), con attaccata in cima una sistola, che mentre il panino si ripiega sotto se stesso con le sue punte (facciam che è 'na baguette va') comincia a gonfiare in alcuni punti e in altri resta un tubo, soprattutto nella sua metà inferiore. Et voilà: Genesi del vostro sistema nervoso centrale. Vedi anche:cervello e midllo spinale. Una sistola. Ora, spero che il paragone con la sistola non offenda nessuno di voi. Certo, sopravvalutare,lo sopravvalutiamo un po'. Se pensate che la prima cosa che vi insegnano in un corso di laurea in qualsiasi materia scientific è che "UNA FORMA CORRISPONDE SEMPRE AD UNA FUNZIONE", subito mi sorge spontaneo un " Anche se ha la forma di una sistola con un sistema nervoso centrale non ci annaffio nemmeno il basilico". Si parla d'anima, si parla di genio, e poi.....NA CAZZO DI SISTOLA. Le ipotesi sono 2: 1)troppo elogio al "cervello" 2)troppo poco elogio alla sistola Bho non lo so. Ad ogni modo se una sera non sapete proprio che fare e volete leggere qualcosa di appassionante, intrigante e pieno di suspence, vi consiglio vivamente di mollare il Fantasy e buttarvi direttamente sullEMBRIOLOGIA UMANA. Mamma mia, sto libro, che ho odiato tanto in periodo d'esame è diventato la mia Bibbia. Ad ogni modo: Volete sapere quando mi è tornato in mente tutto questo? No! Frega un cazzo, io ve lo racconto. Allora: Stamattina stavo camminando per una delle minuscole stradine di Santa Croce, nel bel mezzo delcentro di Firenze, una di quelle trsaidne conn i palazzi altissimi, lastricata in pietra serena, grigia trsistezza. Una di quelle stradine dove sembra sempre stia piovendo. Anche quando c'è il sole. Ad un cert punto leggo questa scritta su un muro :"In questa città ogni centimetro quadra" Rimango folgorata. "E' na' cazzata epocale" "E' vero però cazzo" Guardo davanti a me e vedo che i 2 minuscoli marciapiedi in piastrelline (probabilmente gli unici rimasti in città dopo che il comune ha asfaltato anche so' ma' (sua madre per i non toscani)) vanno avvicinandosi versoil centro della strada, totalmete non paralleli. Storti. Sbilenchi. Come tutto a Firenze E lì penso: "Si, si è proprio na' cazzata epocale" , ma anche "Però tutto quadra lo stesso" Opinioni inconciliabili di me stessa con me stessa. Me stessa3 a questo putno dice :Azzo, avrò un disturbo della personalità con schizofrenia bipolare, oppure il contrasto è significativo di qualcosa?? Mi spiace, niente schizofrenia bipolare, anche se, lo ammetto sarebbe stato più interessante. E: mi spiace nuovamente, ma mi è stato inculcato troèppo Parmenide perchè io, quando percepisco anche a kilometri di distanza l'esistenza di due fantomatici "contrari" che si respingono, non mi dia da pensare a riguardo. E lì mi è venuta in mente la storia del tubo neurale (la sistola). Mi sono venuti in mente tutti gli organizzati, inimmaginabili eventi che portano al Cerebrum come ce lo scarrozziamo noi oggi in giro ogni giorno poggiato sulla colonna vertebrale. "In questa città ogni centimetro quadra"... Mi dispiace di avervi fatto leggere un post lunghissimo ed obiettivamente stancante senza giungere a conclusioni, ma del resto, già non mi piace dare conclusioni in quanto ognuno ha le sue (benedetta/maledetta era del relativismo/cultura pop....ecco altri 2 contrasti), in più metteteci pure che io personalmente non ne ho proprio nessuna a riguardo e...bho...magari tutto questo dice qualcosa a voi. Si pregano i gentili lettori di non insultare la Dr Paige nei commenti. Male male scuotete la testa e chiudete la finestra. Attenzione: mentre leggete il post nella vostra cameretta può MANIFESTARSI SATANA! (ok omi questa era per te) "In questa città ogni centimentro quadra"....bha....
|
|
Paginazione
|
|
Blog description
A ciascuno il suo coma privato
La grande verità Mettiamo subito bene in chiaro che: Se Dio esiste, ed ho i miei leciti dubbi, è stato creato da Chuck Palahniuk, il quale a sua volta (se esiste) è stato creato da Jeff Buckley, il quale a sua volta(quando è esistito) è stato creato da Thom Yorke, il quale a sua volta (nel suo esistere con un solo occhio aperto ed essere comunque scopabile) è stato creato da Roger Waters, il quale (nel suo esistere persistente) è stato interamente concepito, assemblato e in conseguenza creato da Fedor Dostoevskij, il quale ha creato se stesso a partire da uno spruzzo d'inchiostro. Amo Bah, direi vedi sopra...anche se concettualmente è onesto dire che Palahniuk prima di Dio ha dato vita anche a Milan Kundera, Gogol, I Velvet Underground in blocco (immaginate un parto plurigemellare senza cesareo....grand uomo sto Palahniuk) odio Caro amico splinder ci vai pesante eh? "Odio"mi pare decisamente un parolone, prima di odiare dovrei essere almeno in grado di riprodurmi per sporogenesi come molte specie superiori quali il fungo. ascolto Tanta rrrrroba Leggo E mo' so cazzi...facciamo che ci limitiamo al "Leggo con immenso piacere, nonchè con una stima che tange l'estasi mistica" ok? Allora: Tutto quello che ha scritto Dostoevskij, Idem Palahniuk, John Fante, Gogol, Tolstoj, Alice in Wonderland di Carroll, "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov (...MERAVIGLIA...), alcune cose di Kundera, Haruki Murakami, l'esemplare "Il colpo di pistola" di Puskin, "Cosmicomiche" di Calvino (con particolare riguardo a "Mitosi") and much more Counter
*loading* Categories
breton mi avrebbe sposata Archivio temporale
aprile 2008 ottobre 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 Ultimi Commenti utente anonimo in Adagio Fuffa Link Impossibile trovare il server thanks to
[layout] Shin_88 & Grafikos & Fts |