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Date: domenica, 06 aprile 2008 Buongiorno, oggi è una mattinata lunga un secolo ed io sono la Nuova Zelanda. Sono esotica, affascinante e folkloristica. Probabilmente perchè nessuno mi conosce. Molti di voi non saprebbero darmi una collocazione esatta, ma sono fresca, l'Australia mi ha vomitato in mezzo al Pacifico ed è scappata pigiando il gas e questo vi basti, perchè io sono la Nuova Zelanda. E tu che vuoi saperne... Stamattina, lunga 24 ore, non ho bisongo del tuo sorriso di carta bagnata. Sono un'affusolato arcipelago disseminato nel nulla, a forma di niente. Non so quale sia il mio piatto tipico, ma stamani, noia di cent'anni, io sono la Nuova Zelanda, e andate a farvi fottere. Quanta dignità può avere un'isola il cui simbolo è un animaletto insulso e goffo? E se vi dicessi che questo animale è un uccello notturno, che trivella la terra col suo cazzo di becco insignificante mentre si porta dietro una storia fatta di sconfitta evoluzionistica e simpatia dei pingui bambini europei? E se vi dicessi che questa simpatia tributatagli dal pingue bambino europeo, con la bocca sudicia di cioccolato e uno squallido libro di fauna esotica sulle ginocchia, non è altro che la versione under 10 del sentimento del grottesco pirandelliano? E se vi dicessi che il kiwi patorisce uova enormi rispetto a se stesso? Se vi dicessi che è una delle poche specie che sia andata a rimpiccolirsi evoluzionisticamente? Se vi dicessi che questo uccello non ha ali? Se vi dicessi che sono un'isola immobile nell'oceano, il cui simbolo è un pennuto grasso e senza ali? Stamani ci sono 40 gradi all'ombra, per quanto mi riguarda, ed io sono fiera perchè sono la Nuova Zelanda, e la tua compassione puoi usarla per non ridere del kiwi. O ficcartela nel culo. Udite udite: sono una monarchia parlamentare, una delle lingue principali è il maori e verrò sempre e solo ricordata per Taz-taz-Tazmania e gli All Blacks. Sono come Maria Carrey, che da quando ha cominciato a sembrare ridicola si è ricordata perchè era stata famosa e ora fa canzoni squallide piene di gridolini per esaltare la propria estensione. Sono come quei comici alcoolizzati che hanno avuto successo in passato con qulche battuta spiacciola e adesso, salgono sul palco sbronzi supplicando per una risata, ripetendo quella vecchia battuta, ormai talmente trita da dare il voltastomaco, e alla fine, nel silenzio imbarazzato, stramazzano sul palco piangendo e invocando l'ultima donna che li ha lasciati. Ho dato pure i natali a Russel Crowe. Immagina. Uno stato a richiamo nozionistico: il kiwi? russel crowe? i maori? Solo piccoli simboli plastificati,che ti fanno esclamare (sorridendo un po', perchè i compagni accanto a te potrebbero non saperlo) : "Nuova Zelanda!" Se pensi alla Nuova Zelanda, cosa pensi? Cosa puoi pensare? Stamani, un altro richiamo nozionistico di giorni e giorni di rodimenti di fegato, mi sono svegliata ed ero due isole, staccate fra capo e collo, ero insulsa e fascinosa, solo perchè non mi conoscevo e quindi ho esclamato "NUOVA ZELANDA!" Se pensi alla Nuova Zelanda cosa pensi? cosa puoi pensare?
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Date: domenica, 15 luglio 2007 "A cosa pensi?" chiese lui. "E' un argomento che preferirei non toccare..." Dieci minuti a mezzanotte e fra di noi il rumore dell'apocalisse. Zoccoli e nitriti, zoccoli e nitriti. La mia landa desolata d'asfalto si compone di zoccoli e nitriti. Per questa strada vuota, imbandita di macchine spoglie, nient'altro che zoccoli e nitriti. Guardo la pozza lattea di luce del lampione. Dalle serrande verdi. Dalle persiane. Non è difficile intuire cosa io senta. Clopclopclopclopclopclopclopclop Sbatte gli occhi:"A cosa pensi?" "E' un argomento che preferirei non toccare...:" Mi hanno raccontato simpatiche storielle a riguardo della fragilità umana. Senza sospettare di starne parlando, però. Gente che finisce all'ospedale masturbandosi, gente che muore cadendo nella fossa che si sta facendo costruire preventivamente nel mausoleo di famiglia, gente che fa strani giochetti solo per sentire una voce al telefono, gente che sborsa milioni per dei filtri magici a dei geniali ciarlatani, gente che si fa chirurgicamente ridurre lo stomaco, gente che ...si insomma, ne fa di tutti i colori pur di rimanere in corsa...e in che corsa poi?....e se ne sorride. Clopclopclopclopclopclop "A cosa pensi?" "E' un argomento che preferirei non toccare..." Una volta mi è arrivata una lettera dal comune. Mi informava di essere stata scelta per partecipare ad un sondaggio demografico. Mi avrebbero telefonato e sottoposto a una serie di insipide domande. Era garantito l'anonimato e la privacy nei confronti dei dati dell'esaminato. Non ci impuntiamo sul fatto che la lettera indicasse una data di 2 mesi prima. Non ci impuntiamo sulla totoale mancanza di organizzazione degli apparati statali. Non ci impuntiamo affatto. La lettera mi informava che avevo l'obbligo di risposta. Obbligo. Obbligo. Obbligo. Di risposta. Gli obblighi di un essere umano possono essere infiniti. Li posso comprendere e accettare tutti. Tutti. Per quanto astrusi, per quanto assurdi. Mettendomi nelle vesti di chi esige un obbligo, mettendomi nei panni di un essere umano che pretende. Anche di un ente. Ma, mi spiace, ho serie difficoltà nell'accettare qualsiasi obbligo di risposta a carico di un essere umano. Direi che l'unico diritto di cui è fornito questo strano animale è quello di non rispondere. O di mentire. Clopclopclopclopclopclopclopclopclop "A cosa pensi?" "E' un argomento che preferirei non toccare...." Piove. Una volta una donna con presunte doti mistiche (la vogliamo chiamare veggente?), allieva di mia madre, vedendo una mia foto disse che nella vita passata ero stata un grande capo spirituale. Mahatma-Linari. Suona bene. Cosa sarebbe questo? Contrappasso? Presa di culo? Clopclopclopclopclopclopclopclop "E' un argomento che proprio preferirei non toccare..." |
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Date: sabato, 14 luglio 2007 Credo di essermi innamorata di quest'uomo.... (ANSA) - BUCAREST, 11 LUG - Denuncio' nientemeno che Dio per abuso d'ufficio: per averlo lasciato diventare, secondo lui, un criminale. La procura di Timisoara, nell' ovest della Romania, oggi ha archiviato la singolare causa intentata da un romeno di 40 anni che sta scontando una condanna di 20 anni di reclusione per omicidio, perche' 'non e' stato trovato l'indirizzo del querelato'. Lo scrive il quotidiano 'Evenimentul zilei'
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Questa è una promessa: autoreferenziale, ma sincera Date: sabato, 16 giugno 2007 Lo penso guardando la distesa di un campo da golf. Una cosa tanto simile al mare da far venire i brividi. Abbandonando tutti i lirismi di circostanza, si intende. E' lì che lo penso: da oggi si cambia registro, si cambia modus, si cambia e basta. Si ruota non la pagina, bensì la patina, e si dispone sullo strato più coriaceo, che nessuno abbia ad avvedersene, che nessuno noti il trick. Ed io, diligente prestigiatrice del ridicolo, ritiro il coniglio dentro il cilindro e buonanotte a tutti, buonanotte al pubblico. Da oggi il mio non è più un invito alla scavo, non è affatto un invito, è un blocco di quarzo e sotto non c'è niente o forse c'è ma voi non avete il pass ed io me la rido guardandovi dalle smerigliature della mia dorata prigionia. Vi guardo da lì: dalla sala azzurra, da quella rossa, da quella viola e da quella verde. E in fondo, sì, laggiù in fondo, c'è la sala nera, barlumi emo dalle finestre, qualcosa di troppo gotico, qualcosa di troppo forzato. Laggiù c'è quel pendolo d'ebano che quando batte fa fermare l'orchestra. Ma attenzione: nell'esatto momento in cui avete già contato tutti i battiti i vostri piedi riprendono quel lungo valzer, quella quadriglia sussurrata e dimentica di sè stessa. E la sala nera rimane vuota. Anzi, io la chiudo a chiave. Di Morti Rosse in giro ce ne sono poche effettive. Non è giusto che io vi incoroni tutti con questo appellativo. Vi giustifica ad un incedere che non vi riguarda, a superlativi fendenti che non vi potete permettere. No, non ve li poetete permettere. Il castello è mio, ecchecazzo. Ed è bene che scopriate subito che l'accesso è negato. Perciò verranno chiuse al pubblico anche altre sale primarie. Verrà chiusa ogni porta e all'ingresso vi verrà richiesto l'invito. Non sto escludendo nessuno. Vi do semplicemente quello che volete. A ciascuno quello che vuole. E quindi ad ognuno diverso. Mi intendete bene: non può esserci verità. Ma la verità è triste e trita, rimasticata e facilmente accessibile, al contrario di ciò che vorrebbero farci credere le religioni e la letteratura da quattro soldi, e io so che prima o poi mi dovrò calare giù da quel piedistallo e cominciare a fare i conti con la socialità. Con tutti voi. Ma a me non piace stare in un angolo. E perciò, se proprio deve uscire, che esca il Dandy, che esca quella cosa così simile ad un cubo di rubick che piuttosto di mettercisi d'impegno ognuno lo guardi stupito e non si azzardi a toccarlo. E non vi ci azzardate, perchè da oggi, sì proprio da oggi, io scivolo via come un'anguilla, da oggi non vi mostro più lo stipite di una porta spalancata, ma vi piazzo il labriritno infestato di sterpi davanti. Da oggi ritorno quattordicenne ed intoccabile. Da oggi il mio dogma di humanitas è così ben celato, così nascosto e annidato dentro un cesto d'ortiche e aspidi che solo chi mi ha conosciuto a fondo ieri riesce a vederne il barlume. Da oggi si entra nel mondo dei mass media, nella globalizzazione ed in quella che viene chiamata con quell' espressione infelice, ma soprattutto FALLACE e menzognerà, perchè troppo bene rivela il suo intento, "età adulta". Ed io il mio intento non lo rivelo bene nello stesso modo, statene certi. Da oggi, a partire da questo campo verde, dalle orme dei caddies, dalle buche, e dalle fontane illuminate, ecco, sì, proprio da oggi è un'immensa orgia d'autostima, un'orgasmo d'egomania. Una supernova di fiducia, sicurezza e orgoglio carnevalesco. Da oggi, da questo golf club di tacchi alti e visi giovani, io sono il Titanic, sono l'Air Force One, sono la Ferrari testa rossa. Da questa lunga pedana verso le stelle io SONO LO SPUTNIK e questa è una promessa. |
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Date: giovedì, 24 maggio 2007 ..."Che curiosa sensazione!" disse Alice "Dev'essere che mi sto chiudendo come un telescopio"... Lui rideva così forte che si voltavano pure i muri. Era difficle non ridere della sua stessa risata. Era un'onda, uno tsunami e squillava, oh come squillava, nelle notti bianche di questa approssimativa città, nè troppo grande nè troppo piccola. Pertugi ed immensi muri di pietra. E la sua risata che rimbomba. Sul colletto rosso delle sue camicie improbabili, su questi scalini, su questo sfoggio signorile di tempo libero, su dante, che dall'alto della sua bazza marmorea guarda disapprovando. Lancia maledizioni. Chissà se sono arrivate. VAsto campione=probabile successo. You got it, Alighieri, you really got it. E poi giù, si accartoccia. E dalle mie ginocchia piegate va a finire su una sedia di legno, in un palazzo alto del centro storico. E tre ragazzi guardano un film, per immaginare di stare immaginando ciò che personaggi immaginari immaginano in una grande bugia immaginaria proiettata su uno schermo. O almeno io immagino. E fumano. Oh, quanto fumano. La piccola stanzatta dai soffitti sottili è una teiera, e noi stiamo bollendo, il fmo è una condensa. E noi lo sappiamo. Stiamo solo mandando messaggi agli alieni, immensi totem d'anidride carbonica e nicotina. E lor, chissà, chissà, chissà, forse ci ascoltano. E per una volta la parola "forse" è totalmente esaustiva. Basta. E guardiamo sto film. Fumiamo. E il fumo va a svegliare l'erba. Le bussa sulla spalla come una lasciva prostituta, la scuote e vi si dimena contro. Volando un po' più in là. Si sa, del resto, il desiderio è tutto un discorso di assenza e negazioni. E in questo parco sconosciuto fino a ieri il desiderio è lontano mille miglia. C'è solo il vuoto buddhista, il buon vecchio Dharma, e allora godiamocelo distesi, questo Dharma. E ci sono circa 5 o 6 ragazzi. E ohh, come sono diversi fra loro. Una ragazza è riccia, un'altr ha i capelli quasi biondi tagliati a maschio. E l'altra li ha lunghi e sciolti e riversi sull'erba. Ed è lì che nasce. "In erba". Ci vuole così poco a donare a una persona l'impressione di essere bella ed intoccabile. Basta uno scatto. Ma a ben vedere eravamo tutti belli ed intoccabili. Poi è arrivato settembre. Non è che io mi senta piccola e sola. Ho solo voglia di montare sul materasso più alto di questo letto a castello prendendo la rincorsa. Un livido nero passa prima o poi del resto. E l'altra notte abbiamo mangiato sushi ed invaso la casa ad un ragazzo troppo buono, troppo fuori dal tempo. Ieri notte abbiamo riso su di una panchina nel mio giardino immaginando ridicoli rituali sessuali di un amico troppo vicino per non apèparirci patetico. E poi abbiamo stracciato tutto, pezzo per pezzo. E l'abbiamo riposto lì da dove veniva.Io ho guardato muta tra braccia in cui mi avevi spinto tu, da buona amica. Tu, invece, che per natura non sai stare zitta avrei dichiarato guerra e pace almneo mille volte, ne sono sicura. Ma poi ti sei tagliata i capelli e sei andata avanti. Perchè prima o poi si cresce. Non c'è verso. Il silenzio mi piace, non ho mai detto il contrario. E' solo che queste mura da convento fanno da cassa di risonanza. E io so sostenere solo le forze standard. Non supporto i minimi e i massimi regimi. Sono stata congegnata a Taiwan probabilmente. E tu assemblato nell'Ade, con la tua voce da Requiem. Non sono mai riuscita a dirti che non avevo sentito i tuoi tentaivi di stupirmi con la rottura del muro del silenzio. MA alcuni me li sono fatti riportare, tranquillo principino. Non lo sapevi? Qualcuno ti chiamava così. E anche se non la definirei esattamente una caratterista, bhe, concediamogli che è calzante almeno. Perchè lo è. Il sire mi desidera contro un muro davanti al suo fucile? L'ultimo desiderio è un Black Russian e una sigaretta, grazie. Non ho mai capito cosa c'entrassero Halloween, il twist e gli scherzi telefonici. MAssimo, massimo arrivo a comprendere la necessarietà del limoncello in tutto questo. C'è da dire però che il trinomio era vincente, cristo santo. C'è da dire che avevo sempre sognato di cavalcare un materassino gonfiabile come una tavola da surf. E la proprietaria di casa.. . . . non fidatevi....se quando è ubriaca la tenete per i piedi vi scalcia in viso, se la sorreggete per la testa vi schiaffeggia. Se poi l'amico che vi aiuta è alto 1.90 siete pure in dislivello. Maledetta gravità. Vince sempre. Certo che potevi dirmelo prima che eri astemia. Prima che ti ordinassi questa bomba atomica alla tequila. Dobbiamo tornare a casa a piedi ed il tragitto è lungo. E ci segue un personaggio improbabile. PArla di geometria non euclidea ed io non ho la forza per seguire i suoi fili logici logori. Ma io ho quindici anni e sto pensando a quanto sia difficile dire le cose e farai finta tu di ascoltarlo: Ben ti sta! Ecco la pena per aver omesso un particolare importante ed esserti sbronzata senza avvisarmi! Tanto più che il ragazzo che amo e con cui non parlo, quello a cui piace travestirsi da pusher, come se ogni giorno fosse carnevale, non ci porterà mai quello che gli abbiamo chiesto. Forse a te. Non a me. Meno male che è una delle nostre prime sbronze. E che ancora non abbiamo scoperto che l'empatia dopo un po' va trasfigurata. O forse lo sapevamo già allora? Perchè qua dentro non si riesce mai a fare quello che ci eravamo prefissati? Perchè basta la neve per distogliere l'attenzione? Mi sembra di sentirla. Con la sua vocetta stridula e quell'aria da anoressica culona. Ergo: frustrata. Venite tutti quiiiiiiiiiiiiiiii. E si impunta su quella "i". E noi, in piedi sul davanzale. Ed io a correre verso il cortile. Che nessuno la guardi...sta scrivendo sull aporta del bagno: è vandalismo. E lo scrive in viola. E firma con un ideogramma giapponese. "When I am king you will be first against the wall" Perchè qua dentro c'è la luce rossa? La parete di cartongesso ha un buco tappato con lo scotch da carrozieri. Pugni da ubriaco. Fa molto pub scozzese post match calcistico. E tu hai veramente una faccia da schiaffi. Te l'ha mai detto nessuno? Io no di sicuro. Dico: amo ogni mio personaggio. Dici: Vorrei essere un tuo personaggio. Devo fare un sillogismo? O mi appello un'altra volta alla casualità di ciò che una lingua e due labbra possono articolare insieme a una laringe, ma senza l'ausilio di un cervello? <<Il ragazzo è intelligente ma non si applica abbastanza. La sua fonazione può dare di più. E deve smetterla di far finta che la sua amica sia l'ìunica con un paio di tette nella stanza. E solo l'unica che non gli permetterà mai di toccarle. Suo figlio deve aspettarsi meno dal suo carisma e dai suoi occhioni azzurri. Distitni saluti. Firmato: Professor "Mi-sparo-un-cartone-ma-è-l'ultimo-eh-giuro!">>. E poi qua accanto c'è chi ti ama davvero. E mi sta praticando un'incisione a y nelle pupille mentre tu cerchi di sentirti dire quello che vuoi sentirti dire. Ci vediamo sull'Hozoomen. E in realtà saremmo in due in questa lattina di lamiera. Ma un telescopio che vada in scala decrescente prevede come apice un tondo e netto uno. E qui si parla della fine del telescopio. Come vedi mi metto in un angolo e ti lascio il palco. E' tuo. Metto da parte il mio egocentrismo. Mi considero l'osservatore adesso. Io sono qua dentro, ma guardo fuori. E quello che vedo è il soggetto. Ed è uno. Circondato da uno scheletro di lamiera e da un vetro. E allora termino così:uno nella lamiera nera. ..."Che curiosa sensazione!" disse Alice "Dev'essere che mi sto chiudendo come un telescopio"... |
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Date: sabato, 10 febbraio 2007 Come si misura un giorno perfetto? In centimetri, minuti? L'unità mi sfugge, eppure sento che c'è qualche parte di me che si è fatta becker graduato, non so, forse si misura semplicemente in "Istanti di giornata perfetta". Qualcosa però mi suggerisce che la giornata perfetta sia un'entità unica. Forse il mio problema è che mi riordo troppo bene le date. La cultura popolare vuole che quanto più desideri qualcosa, e quanto più tempo spendi nel suo desiderio, tanto maggiore è la felicità quando raggiungi quello a cui tendi. Qualcuno disse "Come un ragazzo segue l'aquilone". Saggio cantautore. E noi, saggi interpreti del cantautore. Non so. Forse che abbia ragione il comune buonsenso? Troppi i "non lo so" per andare avanti in questo intervento criptico pe ri più. L'unica cosa che so è che "Per me è già primavera da un bel po'". Mangio un bacio perugina, e vediamo un po' che perla di saggezza mi elargisce l'industria dolciaria italiana..."L'amore è come il morbillo, dobbiamo passarci tutti" Non ho mai vuto il morbillo. Eccoli: gli immensi limiti della statistica moderna. "Such a perfect day, you made me forget myself, I tough I was someone else, someone good" |
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SCHULZISTI ANONIMI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI! Date: lunedì, 05 febbraio 2007 Mentre mi muovo rantolando nei bui anfratti della biochimica, senza peraltro capire come un libro di 1100 pagine, e in più parte di una ltro libro della stessa lunghezza, possano essere definiti "PRINCIPI di Biochimica", le distrazioni sono poche, veramente poche, ma poi . . . come le sirene ad Ulisse una serie di piccoli libriccini colorati mi chiama con voce suadente, mi guarda mentre mi leggo svogliatamente il meccanismo d'azione degli oppioidi sulle sinapsi....e.....magicamente mi ritrovo distesa sul divano a debita distanza da "PRINCIPI di Biochimica del Lerninger" a ridere, ridere, ridere come una matta,perchè ionon l'ho mai detto, è una cosa che pochi sanno di me, ma io AMO AMO AMO AMO AMO AMO AMO AMO PROFONDAMENTE, CON PREPOTENZA, E ANCHE UN PO' DI VIOLENTA SFACCIATAGGINE CHARLES M. SCHULZ! ADORO LINUS, CHARLIE BROWN, LUCY, SNOOPY E TUTTI GLI ALTRI, Sì...IO-LI-A-D-O-R-O-!!!! OH GOOD GRIEF! Che meravigliosa forma d'arte. Non sono inn grado di scrivere un post decente causa forze maggiori di stampo universitario. La biochimica mi ha ciucciato il cervello e mi ha reso indietro una non-esteticamente-gioiosa poltiglia viscosa. Nel frattempo beccatevi la mia dichiarazione d'amore a dei bambini di carta e inchiosto e, anche se non c'incastra veramente una profumata MINCHIA, questa geniale foto, che è troppo bella: compleanno di omar. (chi sarà mai la dottoressa fra queste? indizio: non sono quello alto con la barba) Besos |
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Date: martedì, 30 gennaio 2007 Welcomne back Franziskaner! Sei pallida stasera, assorta, rivoli di latte colante, ti stalli dalla superficie consunta del legno. Mi guardi. Ti guardo. O Franziskaner, dalla scorza labile, che si sciglie in messe fluenti, fa che questa serata assorta, dove ciò che si nota è solo UN'ASSENZA, coli ridendo fra i miei denti. O Franziskaner, Franziskaner adorata, esci dal fiotto dei ricordi. Non essere quel tram che porta a una stazione fantasma, dove il vento sghignazza se si ferma a guardarmi in faccia, le foglie gridano all'idiozia e io, io aspetto un treno che non arriva. Mai. Nel mio cappotto, con la mia inettitudine. Ok, elogio alla Franziskaner a parte (il quel era troppo kitch per non essere scritto), c'è qualcosa che non quadra stasera. Nonostante tutto. Nonostante io mi trovi bene. Nonostante mi faccia piacere. NOn so, ho un sapore amarognolo in bocca, che proprio prorpio non va giù. Avete presente quando vi guardate vivere? Per un solo infinitesimo istante, dilatato, come una bottiglia di plastica immersa nell'acqua. Vi vedete più lunghi, vedete ciò che vi avvolge come le fasce dell'infanzia, copertine, orsacchiotto, a patient better driver, babies smiling on the back sit, vedete il contorno, e tutto sembra al suo posto, solo che voi non lo siete. Eh no! Voi a quel punto seiete delle macchine da presa, dei cannocchiali mobili che trasmettono un servizio 24 ore su 24, la miracolosa "Mia vita" in onda solo per un pubblico selezionato e rispettoso (a volte, non sempre), ovvero ME and MYSELF. E quando lo spettacolo è ben congegnato, quando tutto quadra,m tutto è nella giusta proporzione, il sospetto dell'anomalia, la ricerca dell' "altro", dell'imperfetto, malato, MARCIO, bhe questo solletico urge. L'assenza si nota nel pieno. O nel vuoto sconsiderato. Dipende. Questa Franziskaner ha un sapore tutto suo. |
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Date: venerdì, 26 gennaio 2007
C'era una volta una ragazza. Viveva in una città dove pioveva sempre, così che lei potesse camminare lenta per le strade nel grigiore, con l'ombrello e il cappotto all'inglese, col doppiopetto. Così che lei si potesse sentire il suo setsso personaggio. Non fraintendete: quando cio che nella città pioveva sempre, non lo dico per ostentare malinconia, tuttaltro! Alla ragazza, che c'era una volta, la pioggia piaceva. Moltissimo. C'era una volta una ragazza che riusciva a trovarsi somiglianze con un deposito di macchine, pieno di macchine maciullate, distrutte, motorini divelti dal loro asse, congegni esposti, oppure, macchine perfettamente a posto, soltanto trafugate quando non se lo sarebbero aspettato, con ancora dentro tutti i piccoli oggetti lasciati là a amarcire e a prendere l'umido, macchine che non sarebbero più state riportate sulla via di casa, macchine che soltanto attendevano chi pagasse per loro. Macchine, motorini e biciclette. Un'infinità. E tra l'asfalto erbaccie che crescono e lo squarciano. LAmpioni dondolanti ed inutili. Schegge di vetro, pezzi di lamiera. Un cielo ridicolo nuvoloso. Una cappa di farina grezza sul quartiere più dimenticato della città. Un paesaggio decisamente poco ameno alle 12 di domenica mattina. Dopo i bagordi. Eppure, questa ragazza, che vi ricordo, c'era una volta, lo trovava così poetico. Così disperato. Certo, trovava anche se stessa decisamente patetica, rimpinzata di melodramma fino al midollo. Un po'"una qualcunque". Ma, questa ragazza,che c'era una volta, sapeva che la disistima di se stessi è un prezzo necessario da pagare spesso per un solo piccolo momento di magnifica e gratuita pateticità. Poesia fittizia. Trita. Malinconia da pierrot. Però, che bello. C'era una volta una ragazza, la quale, se Mefistofele avessebussato alla sua porta per comprare la sua anima avrebbe contrattato il prezzo includendovi una batteria di pentole in acciaio inox, ottime per le cotture a vapore, e magari anche una bicicletta con le marce. L'avrebbe fatto accomodare sul divano a gli avrebbe offerto the e biscotti. Poi magari, dipende dalla giornata, gli avrebbe assestato una coltellata alla carotide. Solo per vedere se il diavolo veramente è immortale. Solo per conoscere. Per sapere. In cambio della conoscenza eterna, dell'eterno gaudio, della vita estetica ai massimi livelli, questa ragazza, che c'era una volta, avrebbe barattato conoscenza eterna, eterno gaudio e vita estetica ai massimi livelli. Ammazzando chi glieli offriva. MA questi sono particolari. L'eterna conoscenza non si cura della vita di un individuo con gli zoccoli di capra, le corna e il forcone. Va oltre. C'era una volta una ragazza che ingoiava acetone e puntine da disegno sputandoli a terra, che si faceva rasare i capelli a zero in un tappeto immacolato, che annaffiava le sue piante di plastica con un finto annaffiatoio di plastica, che si faceva accarezzare il volto da un pazzo in grembiule ospedaliero nel reparto di neuropsichiatria, che netrava di soppiatto in casa di una persona che nemmeno conosceva e le sitruggeva la camera, c'era una volta una ragzza che si faceva spogliare sulla battigia solo per senitre un odore, labiel, che sarebbe scomparso troppi pochi secondi dopo. C'era una volta una ragazza convinta che l'amore fosse solo un'altra parola per dire "Morte. Tanto di qualcosa prima o poi morirò lo stesso". Dev'esserci qualcosa di perversamente timido e puaroso in me, ne sono convinta. Dev'esserci qualcosa che ancora deve lievitare, diventare gonfio al punto giusto. PErchè così non mi pare abbastanza. Questa ragazza ha il teribile sospetto che il giorno che arriverà qualcuno per cui lei non è "una qualunque", non riuscirà più a toglierselo dalla testa. Cambierà tutto il suo modo d'essere. Gli farà piazzate notturne sotto casa, gli si attaccherà al colletto della gicca mentre lui sta per andare via, picchetterà la sua macchina, gli donerà un rene, si prostrerà come uno stuoino. Poi probabilmente scapperà con uno spogliarellista. No, scusate, questa era mistificazione. Questa ragazza è un po' egocentrica. E' vero. In ultima analisi, alla fine dei salmi, c'era una volta una ragzza che sapeva scrivere e che adesso alle 23:57 di sera, con il ciclo di Krebs da rivedere e la testa ingolfata su canzoni e formule chimiche in un frappè micidiale di indefinitezza, ha ranolato frasi sconnesse e stupide. LETTERALMENTE RANTOLATO. "Come al solito seduta per terra, la schiena contro il letto, stringe un grosso cuore rosso ripieno di pallini, un enorme antistress che la aiuta a parlare, l’espressione che ha in quel momento è stata definita ironica dalle persone gentili, e “me ne sbatto di tutto” dalle altre. Ironicamente racconta il colloquio della sera precedente, ironicamente sputa fuori le frasi che le hanno fatto più male, ironicamente insieme alla sua amica fa a pezzi ogni singolo brano, ogni parola di quella sera detestata, finché non sente di essersi sfogata abbastanza, almeno per un paio di giorni." (Grazie all'autrice dell'ultimo tratto. Mi è tornato in mente prima, Syl, e non ho potuto fare a meno di metterlo. Spero non ti spiaccia. Del resto mi hai colto in pieno. ) |
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Date: sabato, 13 gennaio 2007
Giusto ieri mi capita tra le mani "L'ESPRESSO". Non ho voglia di studiare, ERGO lo prendo e mi appresto a sfogliarlo. In copertina c'è il seguente titolo: "POLICLINICO INFERNO/2:QUI RUBAVANO GLI OCCHI AI MORTI". A parte il fatto che alcuni titolisti andrebbero scudisciati con un gatto a nove code, mentre una scimmia urlatrice gli infila noci nell'ano una per una, data la mia sottocultura latente da "bambina-cresciuta in italia-e in Italia c'è il Papa-quindi ci imbevono di finta caritas appena usciti dall'utero" la mia reazione per imprinting è: "Guarda sti stronzi, pure gli occhi ai morti rubano!" Tuttavia dopo tre esatti secondi rinsavisco, la sottocultura cattolica svanisce e ritorno la merdaccia laica che sono sempre e ERGO vado a leggere l'articolo. L'articolo inizia con quella che vorrebbe essere una breve, ma sagace trattazione del titolo di copertina (che dato che era così bello, PERCHè NON RIPETERLO ALL'INTERNO COME TITOLO D'ARTICOLO, eh???), e chiaramente riesce come un "patetico-fino alle lacrime " susseguirsi di 10 periodi brevi e desiderosi di incisività, di cui il primo è "Il lenzuolo copre il volto dell'ultimo paziente andato all'altro mondo" e l'ultimo "Al massimo c'è sempre la scusa per i parenti dell'autopsia necessaria". E già qui sto cominciando a incazzarmi. Non ho ancora ben chiaro per cosa. Ma sento odore di incazzatura. Segue intervista a Ubaldo Montaguti, direttore generale dell'ospedale. Il quale, pover'uomo, fa giustamente notare che sono anni che dalle pareti del suo ospedale gocciolano liquami, detti anche merda. UN VERO TOCCASANA PER L'ANTISEPSI! Inoltre l'ospedale più o meno cade a pezzi. (Inoltre si sono beccati una super dununcia perchè una paziente sotto chemio, indi per cui con i globuli bianchi sfiancati, è morta per un raffreddore, in questo SALUBRE ambiente) I soldi che partono dal ministero dei lavori pubblici non arrivano. Oppure, dice il direttore, si, ma vanno nelle boiserie di legno pregiato degli studi dei primari. E qui comincio a capire perchè mi sto incazzando. Allora: C'è un ospedale enorme, che cade a pezzi, dove servirebbero delle ristrutturazioni DA ANNI, e non viene fatto un cazzo. MA e dico MA in copertina si sbandiera il VERO PROBLEMA a loro parere,c he dovrebbe essere quello dei portantini o chi per loro, non si sa chi sia stato, che asportano gli occhi alle salme, per dei trapianti di cornea illegali. Ok. Puta caso i suddetti asportatori d'occhi vendano le cornee e ci ricavino soldi. QUESTO é SBAGLIATO E CONTRO LA "LEGGE". ok. sIAMO TUTTI DACCORDO. PERò a nessuno di voi è mai saltato in mente che: 1) il problema PRIMARIO direi è la ristrutturazione di questo ospedale. 2)I CADAVERI HANNO LA SCORTA ARMATA!!!! ma siete grulli? 3)Vi siete mai chiesti cosa spinga delle persone a rubare gli occhi a una salma? No, chiaramente no, voi, carissimi giornalisti, avete soltanto pensato che è un'affare bassissimo e indecente. CI avete sputato sopra 10 righe mal scritte e di una inespressività che rasenta la catalessi e siete contenti così. Ora forse farò la parte della cinica stronza, ma: dio cristo, c'è gente al mondo che ha necessità assoluta di trapianti, ASSOLUTA, la ricerca scientifica non progredisce non solo perchè c'è qualcuno che si ciuccia tutti i soldi e perchè quelli con una laurea per farlo stanno scappando tutti negli stati uniti, ma anche perchè, molto semplicemente, e qui molti di voi non capiranno NON CI SONO CADAVERI PER LE DISSEZIONI, immaginiamoci il resto! All'università degli studi di firenze è dall'84 circa che non si pratica una dissezione. Davvero. Mi chiedo: PERCHè TANTO RIGUARDO PER UN CADAVERE E COSì POCO RIGUARDO PER UNO CHE DIVENTERà CADAVERE SENZA UN CUORE/POLMONE/RENE??? Non venderei mai organi nel mercato nero. MA scherziamo? Questo non vuol dire che se avessi un paziente che potrebbe recuperare parte della vista con un trapianto di retina e non fosse possibile umanamente trovarla sta cazzo di retina. . . .bhe ve lo devo dire onestamente, forse mi metterei a scucchiaiare orbite di cadaveri. Non è cinismo. E' questione di misura. C'è una sproporzione abissale. Il problema è questo: In Italia quasi nessuno dona gli organi (figuriamoci l'intera salma per la ricerca e lo studio, vabbè .. .). PErchè?= Per molti motivi. MOtivo numero uno: Non c'è sensibilizzazione. Nel senso non vengono fatte campagne di sensibilizzazione. Ovvero sono state fatte, ma troppo tempo fa e troppo poco incisive. Troppo brevi e di nicchia. Nel senso: la gente non è umanamente, culturalmente, socialmente preparata per permettere la donazione di organi. Parlo dei più. Non se ne parla abbastanza. Come non si parla abbastanza di troppe altre cose. Perchè? E qui si va al motivo numero 2: Che ci piaccia o no in Italia che un grosso scalino culturale difficilissimo da risalire: SAN PIETRO. Non scherzo. Come casa del cattolicesimo in Italia, NON SI PARLA DI MORTE. E dato che il punto focale è questo lo ripeto. IN ITALIA NON SI PUò PARLARE DI MORTE Indi per cui nemmeno di tutto ciò che la richiama. Vedi:sesso. Ma questo è un altro discorso. Ecco perchè da TROPPI punti di vista c'è un'arretratezza paleolitica, le leggi che possono anche solo minimamente turbare un quilibrio religioso, o anche solo la coscienza religiosa delle masse, sono approvate dopo decine d'anni rispetto agli altri paesi e intanto la gente: a)muore b)va all'estero anche per farsi mettere una protesi dentaria In definitiva, sennò poi divago troppo, a mio parere (attenti sto per dire una banalità, ma vera) il problema non è risolto mettendo un portantino con la pistola a tirare la barella fino alla cella frigo, ma piuttosto c'è un problema di fondo e il problema di fondo è : PARLIAMO DI MORTE, BASTA CON L'ESORCIZZAZIONE. Perchè se non si parla di morte, molto spesso, non si parla nemmeno della cura. Mi rendo conto che è un tema spinoso e forse l'ho trattato con troppa superficialità. Però secondo me c'è una cecità che va oltre al problema di cultura sociale, e va ad intaccare interessi politici troppo consistenti perchè qualcuno che ne ha le facoltà e che ha potere per meyttere in risalto determinati problemi ne parli. Non so se sono stata chiara. Mi sa di no. Comunque per quelli di voi che si sentiranno in qualche modo offesi da questo post: ringraziate dio che non siamo nel periodo del referendum sulla procreazione assistita! Dite la vostra che ho detto la mia.
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A ciascuno il suo coma privato
La grande verità Mettiamo subito bene in chiaro che: Se Dio esiste, ed ho i miei leciti dubbi, è stato creato da Chuck Palahniuk, il quale a sua volta (se esiste) è stato creato da Jeff Buckley, il quale a sua volta(quando è esistito) è stato creato da Thom Yorke, il quale a sua volta (nel suo esistere con un solo occhio aperto ed essere comunque scopabile) è stato creato da Roger Waters, il quale (nel suo esistere persistente) è stato interamente concepito, assemblato e in conseguenza creato da Fedor Dostoevskij, il quale ha creato se stesso a partire da uno spruzzo d'inchiostro. Amo Bah, direi vedi sopra...anche se concettualmente è onesto dire che Palahniuk prima di Dio ha dato vita anche a Milan Kundera, Gogol, I Velvet Underground in blocco (immaginate un parto plurigemellare senza cesareo....grand uomo sto Palahniuk) odio Caro amico splinder ci vai pesante eh? "Odio"mi pare decisamente un parolone, prima di odiare dovrei essere almeno in grado di riprodurmi per sporogenesi come molte specie superiori quali il fungo. ascolto Tanta rrrrroba Leggo E mo' so cazzi...facciamo che ci limitiamo al "Leggo con immenso piacere, nonchè con una stima che tange l'estasi mistica" ok? Allora: Tutto quello che ha scritto Dostoevskij, Idem Palahniuk, John Fante, Gogol, Tolstoj, Alice in Wonderland di Carroll, "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov (...MERAVIGLIA...), alcune cose di Kundera, Haruki Murakami, l'esemplare "Il colpo di pistola" di Puskin, "Cosmicomiche" di Calvino (con particolare riguardo a "Mitosi") and much more Counter
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